giovedì 13 febbraio 2014

saluti

                                                  Un beso

giovedì 23 gennaio 2014

Etnografia:dai meticci ai "bianchi"

A differenza di ciò che si crede in Colombia vi sono differenti etnie di popolazione che spesso non corrispondono all'immaginario ipotetico di "attore locale".

All'ultimo censimento i gruppi etnici classificati nel paese erano i seguenti: 49% meticci, 37%
bianchi, 10,6% neri (e mulatti), 3,4% amerindi puri e 0,0001% gitani.[53][54] Nel 2007 il 10,6% della popolazione che era riconosciuta come afro-colombiana rappresentava la terza più numerosa popolazione nera nelle Americhe, dopo quella degli Stati Uniti e del Brasile. La proporzione dei vari gruppi etnici indigeni varia notevolmente da regione a regione. Nella regione caraibica della Colombia si trovano i gruppi etnici Kogi, Sanha, Wayú, Kankuamo, Chimila e Arhuaco. Nella regione del Pacifico colombiano i gruppi sono: Kuna, Embera, Waunama e Kwaiker. Nella regione amazzonica si trovano i Tikuna, Huitoto, Coconuco, Andoke, Muinane, Saliba, Yakuna, Cubeo, Curripaco e Tucano. La regione andina comprende: Yuko, Baríes, Ú as, Guambiano, Páez e Sibundoy Muisca. A sua volta, nella regione dell'Orinoco sono presenti i Tunebo, Tinigua, Guayabero, Achagua, Sáliba, Guahibo, Piaroa, Betoye, Yaruro e Puinabe.[56]

La diversità etnica del paese.
 

La diversità etnica in Colombia è il risultato di un mix di amerindi, coloni spagnoli e discendenti africani. Tra gli immigrati i maggiori gruppi provengono dal mondo arabo, dall'Europa (con Spagna, Italia e Germania in testa) e Cina, così come dal mondo ebreo e gitano. Nel tardo XIX secolo Barranquilla ricevette un gran afflusso di immigrati europei (tedeschi, francesi, italiani), arabi del Medio Oriente (Libano e Siria), americani, giapponesi, cinesi e cubani. Le principali comunità italiane si trovano nel dipartimento del Magdalena Medio (prov.di Santa Marta), ed a Barranquilla. In Maicao e La Guajira vi è una forte presenza araba e musulmana, la più grande concentrazione della Colombia. Altra notevole presenza di discendenti di immigrati arabi si ha nel dipartimento di Cordoba, Barranquilla, Valledupar, Bogotá e nella Valle del Cauca. La Colombia ha anche una discreta presenza di immigrati provenienti da altri paesi latino-americani come Brasile, Venezuela, Cile, Ecuador, Argentina, Perù.

lunedì 2 dicembre 2013

La brutta piaga della droga



In Colombia  ,assieme al dominio dei guerriglieri , vi operano tre principali organizzazioni di narcotrafficanti: il Cartello di Medellín, quello di Cali e quello di Norte del Valle.
Il Cartello di Medellín è organizzato come uno stato dentro lo stato: infatti ha i propri giornalisti, poliziotti e magistrati. Ha potuto assumere le dimensioni attuali grazie soprattutto alle condizioni sociali dalla popolazione del posto; infatti qui prevale la massa contadina e la proprietà terriera e per questo ci sono molti disoccupati e moltissimi poveri che per riuscire a vivere e mantenere le proprie famiglie devono affiancarsi al cartello che nonostante tutto garantisce un elevato pegno per chi ci lavora. Altro importante cartello è quello di Cali che ha combattuto aspramente con il Cartello di Medellin per dividersi il traffico di cocaina verso gli Stati Uniti. Negli anni novanta, dalla frammentazione dei due cartelli, è nato il Cartello di Norte del Valle che si è subito affermato nel traffico di cocaina ed ha stretto alleanze con gruppi terroristici colombiani.


giovedì 28 novembre 2013

Come le cose stanno cambiando in materia di adozioni

Ricordiamo che la Colombia è una delle regioni dell'America Latina con più richieste di adozioni.

Essendo un paese in via di sviluppo al suo interno vi è un alto livello di abbandono da parte delle madri che per motivi economici, sanitari o semplicemente gestionali lasciano i bambini negli orfanatrofi o case - famiglie dove vengono seguiti dal ICBF: Istituto Colombiano di benessere familiare.

Stop adozioni 0-6 anni

L'ICBF ferma nuovi incarichi su bambini piccoli: troppe richieste e pochi bambini. Nessuna restrizione alle adozioni di special needs


colombia
Fonte: ICBF

I bambini piccoli, da zero a sei anni, non potranno più andare in adozione internazionale. Lo ha comunicato la Colombia in occasione dell’incontro tenutosi a Medellin il 29 e 30 maggio. Oggi la Cai ne dà notizia ufficiale, con queste parole: «l’Instituto Colombiano de Bienestar Familiar (ICBF) ha comunicato alle Autorità Centrali dei Paesi d’accoglienza la decisione di sospendere l’accettazione di nuove istanze mirate all’adozione internazionale di bambini fino a sei anni d’età. La decisione è motivata dall’attuale pendenza presso l’ICBF di oltre 3mila domande di famiglie straniere mirate all’adozione di bambini di tale fascia d’età senza problemi di salute, a fronte di un numero molto inferiore di minori colombiani adottabili corrispondenti a tali aspettative».
Continueranno invece ad essere accettate e registrate le domande mirate all’adozione di bambini con bisogni speciali, e quindi di bambini di età superiore ai 6 anni, bambini con specifiche necessità sanitarie (anche di età inferiore ai sei anni) e gruppi di fratelli.
La Colombia è stata per anni un paese "forte" nel panorama delle adozioni internazionali, tanto che per l'Italia è il secondo paese d'origine dei bambini adottati. Dal 2000 ad oggi sono 4243 i minori adottati da coppie italiane originari della Colombia. Nel 2012  sono entrati dalla Colombia 310 minori, di cui solamente 2 (0,6%) con bisogni particolari, 130 (11%) con più di 7 anni. Altri 69 bambini sono arrivati in coppie (o terne) di fratelli.

venerdì 18 ottobre 2013

Il dramma delle spose bambine









Ancora oggi in alcune parti della Colombia esiste questo fenomeno culturale nonostante  i matrimoni precoci contravvengono ai principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che sancisce il diritto, per ogni essere umano sotto i 18 anni, ad esprimere liberamente la propria opinione (art. 12) e il diritto a essere protetti da violenze e sfruttamento (art. 19), e alle disposizioni di altri importanti strumenti del diritto internazionale. […] Occorre essere consapevoli che le radici di questo fenomeno risiedono in norme culturali e sociali legate sia a pregiudizi di genere che a strategie sociali proprie delle economie di sussistenza, in primo luogo l’esigenza di “liberarsi” prima possibile del peso rappresentato dalle figlie femmine, ritenute meno produttive per l’economia familiare”.

venerdì 24 maggio 2013

Piccolo "sguardo politico"

Nonostante abbia moltissime risorse economiche e di altra natura la Colombia  è legata ancora a meccanismi di prigionia celati e a volte invece, direttamente rilevati che producono terrorismo psicologico e timore.
Il conflitto tra il governo , le forze paramilitari da una parte e dall'altra la guerriglia comunista, ebbe inizio nel 1948 circa e si protrae fino ai giorni nostri con forme di lotta civile che spesso, avvengono sotto forma di terrorismo nei confronti della popolazione.
Oggi giorno le cose si sono leggermente modificate ma il problema alla base è rimasto definito come allora.
La maggioranza del bilancio della stato infatti,  è assorbito dalle spese militari, essendo  l'esercito impegnato nel conflitto armato contro le due guerriglie colombiane attualmente attive:
la FARC e l' ELN.





                                                                

sabato 2 marzo 2013

Acconciatura signorile

Ed ecco a voi l'acconciatura più ambita dalla maggior parte delle colombiane nel giorno più bello: il matrimonio